AUTORIPARAZIONI: Decreto Legge "Milleproroghe" : scongiurato il rischio del superamento del principio della facoltatività della procedura di azione di risarcimento diretto

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04/02/2010


Grazie anche all'azione immediata di Confartigianato è stato conseguito questo importante risultato, per revocare l'emendamento di modifica delle attuali disposizioni in materia.

Nella 163° Seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato di martedì 2 febbraio 2010, è stato dichiarato inammissibile, per estraneità di materia, l'emendamento 9.64 al Decreto Legge "Milleproroghe", presentato dal Senatore Lucio Malan, Relatore del provvedimento stesso, che avrebbe modificato il Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni), introducendo il meccanismo di obbligatorietà della procedura di azione di risarcimento diretto, attualmente, invece, basata sul principio di facoltatività.

Anche grazie all'immediato ed efficace intervento messo in atto da Confartigianato, è stato quindi scongiurato il pericolo di un penalizzante cambiamento della normativa che disciplina attualmente la materia.

Va evidenziato, infatti, che i contenuti della proposta di emendamento erano in contrasto con la sentenza n. 180/2009 della Corte Costituzionale che ha sancito la facoltatività di tale meccanismo. Il passaggio fondamentale della sentenza in questione recita, infatti, ."Sulla base del significato proprio delle parole, secondo la loro connessione (art. 12 disposizioni sulla legge in generale), l'azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un'alternativa all'azione tradizionale per far valere la responsabilità dell'autore del danno".

Gli effetti di tale modifica, in antitesi con le norme che regolano la materia secondo il Codice delle assicurazioni private, sarebbero stati, dunque, di estrema gravità e penalizzanti per i cittadini, condizionando il diritto alla libera scelta da parte del danneggiato. Per tali ragioni ed in osservanza della sentenza della Corte Costituzionale, che non può essere disattesa ed annullata con provvedimenti di dubbia legittimità, sia sotto il profilo procedurale che sul piano dei contenuti, la Confartigianato, facendo proprie le preoccupazioni dell'Associazione Nazionale Carrozzieri (che si era già attivata unitariamente con le altre Organizzazioni di Categoria), si è immediatamente mobilitata per ottenere la revoca dell'emendamento proposto e salvaguardare la natura facoltativa della procedura di azione di risarcimento diretto, quale diritto acquisito e sancito dalla richiamata sentenza della Corte Costituzionale. L'azione confederale si è esplicata intervenendo parallelamente sia a livello parlamentare che di Governo, portando al risultato auspicato.

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